Veronamercato, Tosi salva Merci


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BUFERA ENTI. Ancora aggiornato, a domani, il cda della società sul caso del direttore e sul suo scontro con gli operatori

Veronamercato, Tosi «salva» Merci

Enrico Giardini, L’Arena 29 luglio 2014

Telefona alla Perbellini: «Rinvia» – 29_14_are_f1_289Dal Moro: «I grossisti escano»

martedì 29 luglio 2014 CRONACA, pagina 14

Tosi «salva» Merci. Una telefonata del sindaco alla presidente Erminia Perbellini, durante l’ennesimo, e infuocato, Consiglio di amministrazione di Veronamercato: rinviare tutto, sul direttore. E così la presidente, tosiana, assessore nella prima Giunta Tosi (lo era stata anche con il sindaco Michela Sironi) ha eseguito. Così il Consiglio di amministrazione, rimasto «aperto» per la terza volta, è stato aggiornato a domani.
Così, soprattutto, la poltrona del direttore generale della Veronamercato, Paolo Merci, non cade. Nonostante da diverse settimane il cda stia discutendo una contestazione disciplinare nei suoi confronti, che potrebbe portare alla revoca del suo incarico.
Merci, come più volte L’Arena ha scritto nelle ultime settimane, è preso di mira dalla maggior parte dei grossisti — una sessantina di aziende associate a Fedagro; una piccola quota aderente a Confindustria Verona non è in linea con Fedagro — che contestano la sua gestione del mercato ortofrutticolo, di cui i grossisti sono l’anima. E chiedono nuovi investimenti, meno tasse, rigore nei ruoli. A tal punto compromesso, il rapporto, che il presidente di Fedagro Giuseppe Giomaro, a nome dei colleghi, ha minacciato di ritirarsi dal mercato se la posizione del direttore non cambia. Sul piatto, però, per uscire da questo tunnel, c’è una proposta di via d’uscita — caldeggiata anche dal Comune, socio al 75 per cento di Veronamercato — che consisterebbe nel mantenere il posto di Merci (in azienda da decenni) ma cambiandone le funzioni. In pratica, potrebbe lasciare la direzione del mercato restando però direttore della società.
INTANTO GIANNI DAL MORO, deputato del Pd e già presidente di Veronamercato, esce allo scoperto con una proposta «choc», per porre la parola fine a questa guerra. Vale a dire: «Veronamercato e i grossisti si dividano». La maggioranza dei grossisti, analizza Dal Moro, «da qualche tempo ha aperto una conflittualità con la Veronamercato, principalmente con il suo direttore generale, ma più in generale con il cda, avanzando alcune richieste precise: licenziamento del direttore generale e comunque un suo rilevante ridimensionamento: riduzione degli oneri degli affitti; chiusura dell’attività logistica/commerciale svolta dalla cooperativa facchini (anch’essa socia della Veronamercato) fuori dalla galleria dell’ortofrutta; riduzione degli oneri di alcune tasse comunali; nuovi investimenti principalmente la chiusura delle testate della galleria. Ora», aggiunge, «le richieste sono diventate perentorie e determinate sotto la minaccia di non pagare gli affitti e di abbandonare il mercato. Possiamo dire che si sta manifestando un evidente scontro di interessi tra l’Ente a maggioranza pubblica, il Comune di Verona, che deve tutelare l’interesse generale, e gli operatori grossisti dell’ortofrutta che vogliono far prevalere i propri interessi privati. Ma queste richieste legittime sono compatibili con gli interessi generali di una società pubblica piegando gli interessi del pubblico agli interessi privati? A questa domanda la proprietà, principalmente Comune e Camera di Commercio, e non solo il cda, dovrà rispondere».
ALLORA, prosegue Dal Moro, «come uscire da questo confronto-scontro che tanti danni sta arrecando alla Veronamercato e agli stessi operatori? Penso che oramai sia inevitabile una scelta radicale attraverso la separazione del destino della galleria dell’ortofrutta e relativi spazi esterni adiacenti da quello dal resto della proprietà».
Il Comune di Verona e gli altri soci, esorta quindi Dal Moro, «pongano in vendita in un unico lotto la galleria dell’ortofrutta ai grossisti dell’ortofrutta secondo una valutazione terza di mercato, trovando un’intesa ragionevole con gli stessi operatori. A quel punto i grossisti, acquisito il bene e usciti dalla Veronamercato, potranno gestire secondo le proprie necessità il mercato ortofrutticolo. Una convenzione regolerà il rapporto con la Veronamercato per l’accesso e gli spazi comuni».
Tutti gli altri immobili, precisa Dal Moro, «rimarranno sotto la proprietà e la gestione della Veronamercato che secondo la propria strategia potrà aprire nuovi mercati, spazi logistici e altri servizi — penso ai prodotti di IV gamma, ai packagin di nuova generazione — investendo con il ricavato della vendita nell’area di 67.000 metri quadri di sua proprietà, pronta per essere utilizzata per attività logistiche e di distribuzione nel settore agroalimentare».
Come conclude Dal Moro, «è una scelta drastica, ma penso salutare sia per l’interesse della Veronamercato che potrà operare senza pressioni di sorta, che per gli stessi operatori dell’ortofrutta, che potranno finalmente avere un mercato all’ingrosso di loro proprietà e gestirlo senza interferenze».
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