Verona sicura: 4 cose da fare


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I  veronesi ritengono che la sicurezza sia una priorità (è considerata la terza priorità cittadina), molto più dell’attenzione ai giovani e  del  miglioramento dei servizi sociali e sanitari. Più degli anziani e dell’andamento dell’economia.

Infatti lo sviluppo economico e occupazionale  è ritenuto importante dal 17,3 % dei veronesi, mentre la sicurezza e l’ordine pubblico  lo è per il 26,9%.

Ritengo pertanto importante indicare con precisione le proposte concrete che migliorerebbero il senso di sicurezza dei cittadini.

La polizia municipale, ad esempio, ha una età media che supera i 50 anni ed è chiaro che va previsto un piano di assunzioni che garantisca un miglior turn-over.

I luoghi dove maggiore è la percezione dell’insicurezza sono le periferie e le frazioni. Ritengo che una politica di decentramento del Corpo di Polizia  in 8 distaccamenti, uno per Circoscrizione, aperti 12 ore al giorno, permetterebbe di riconoscere la prossimità e la presenza delle forze di sicurezza,  attualmente riconoscibile dai lampeggianti nei turni di perlustrazione e negli episodi di intervento.

Ci sono piazze delicate e problematiche sotto l’aspetto della sicurezza – pensiamo al piazzale della Stazione di Porta Nuova -  dove il transito di migliaia di nostri studenti è messo a rischio da una costante presenza di spacciatori e soggetti pluri-arrestati. Un Ufficio distaccato della Polizia Locale, dentro la Palazzina di Grandi Stazioni, diverrebbe un vero e proprio presidio a garanzia anche dei lavoratori del trasporto pubblico e dei tassisti  che operano stabilmente sul piazzale.

Ma occorre soprattutto  ripensare la videosorveglianza cittadina, ponendo fine alla frammentazione della titolarità che oggi grava sulle 300 ( insufficienti)  telecamere presenti nella nostra città. Alcune di queste  sono vecchie,  prive di sistemi di lettura targhe  e inabili all’analisi -video. Un progetto “Verona videosorvegliata” che riunisca le 4 forze dell’ordine che operano in città permetterebbe anche il controllo ( che oggi non c’è) di tutte le strade di ingresso e di uscita della città.

Con quali risorse? Occorre sfruttare pienamente i bandi di finanziamento del Ministero dell’Interno, interrompendo il digiuno che vede Verona esclusa da oltre un decennio dalla messa a disposizione delle risorse per la sicurezza della Città.

Un investimento di questo tipo permetterebbe anche di monitorare realmente i flussi turistici, di geolocalizzare immediatamente gli incidenti e creare un unico, nuovo sistema gestionale per tutti gli eventi.

È ora di crescere.