Uberti, il sindaco di Verona dei poveri


facebook

Anton_Brioschi_Scagliergräber_in_Verona

Giovanni Uberti fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo.

Nel 1926 era appena sceso dal treno a Palermo, in viaggio di nozze, quando fu arrestato come sovversivo dai fascisti. Il Corriere del Mattino da lui diretto fu soppresso e Uberti costretto al confino di polizia, in Irpinia. Negli anni della dittatura gli fu impedito di scrivere e anche di sfruttare la laurea in giurisprudenza. Campò vendendo sementi e fu nel suo magazzino che andarono a cercarlo dopo la Liberazione: il Comitato di liberazione nazionale e il governo militare alleato lo avevano designato come prefetto.

Nell’Assemblea costituente, dove entra di diritto come parlamentare già deposto dal fascismo, Uberti si batte invano per una Verona metropolitana che lui sogna al centro di una Regione del Garda, con Mantova, Brescia e Trento.

Fu Sindaco di Verona dal 1951 al 1956.

Fu chiamato “il Sindaco dei poveri“.

Assieme a Renato Gozzi e ad altri amici abbiamo provato per qualche anno a rilanciare “Il Corriere del Mattino”. Fu un’esperienza straordinaria, con al centro la comunità.