Provinciali: prima il territorio


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GIANNI DAL MORO, deputato

Pd con la destra?
Alle provinciali
prima il territorio

venerdì 03 ottobre 2014 CRONACA, pagina 12

Gianni Dal Moro, deputato Pd

Alleanza politica fra Pd e centrodestra, per le elezioni provinciali di domenica 12 ottobre, quando voteranno solo sindaci e consiglieri comunali? «No, una scelta del territorio e del rinnovamento».

Così Gianni Dal Moro, deputato del Partito democratico, inquadra l’accordo fra Pd, Forza Italia area Giorgetti-Miozzi e moderati ex Udc che sostiene la candidatura a presidente della Provincia di Giovanni Peretti, sindaco di Castelnuovo del Garda. Il raggruppamento ha dato vita poi a tre liste civiche per il Consiglio provinciale (16 membri).

Il Pd con la parte di Forza Italia che proviene dalla destra, da An. È un bel salto.
Le alleanze trasversali tra amministratori sono avvenute in tante altre province perché si elegge il “sindaco dei sindaci”.
I sostenitori per la presidenza della Provincia del candidato Antonio Pastorello — l’altra ala di Forza Italia, Lega Nord, Lista Tosi, parte dell’Udc e di altri moderati, Fratelli d’Italia e Destra sociale — ritengono che la vostra sia un’alleanza politica anomala.
Sostenere questa tesi vuol dire sentirsi deboli nel corpo elettorale e tentare il solito richiamo alla foresta per recuperare. Questa per le nuove Province è una elezione di secondo grado del territorio e degli amministratori che fa storia a se.
Perché avete scelto come candidato Giovanni Peretti?
Prima di tutto si è lavorato sul programma, limando le possibile differenziazioni, poi sono stati valutati diversi candidati che rispondessero a due criteri: rinnovamento e trasparenza. Si è convenuto che Giovanni Peretti moderato, potesse raccogliere il maggior consenso.
Non vi è stato possibile trovare un’intesa con l’altro candidato presidente, Antonio Pastorello?
Nulla contro l’altra coalizione e Pastorello, che ho sempre apprezzato per il suo impegno, così come non c’è stato alcun veto su Giovanni Miozzi, ma solo la nostra richiesta di un forte cambiamento nel rinnovamento anche delle persone. Miozzi lo ha capito e lo ringrazio, altri evidentemente no.
I tanti Comuni conquistati da Pd e dal centrosinistra vi danno la possibilità di essere competitivi, alle elezioni provinciali?
Per noi del Pd è un’occasione irripetibile. Il segretario Albertini ha fatto un lavoro straordinario: da soli saremmo stati confinati nella minoranza insignificante. Ora chiediamo a tutti gli amministratori anche delle tante liste civiche che ci sono in Provincia di darci una mano.
Cosa può cambiare a Verona da questa elezione?
Molto, al di là degli schieramenti. Penso che per la buona salute democratica della nostra Verona sia utile a tutti che in Provincia ci sia una maggioranza diversa rispetto a quella che governa il Comune di Verona. E in caso di vittoria di Peretti è evidente i rapporti con il Governo nazionale sarebbero più fluidi.
Ciò influirà sulle prossime scelte regionali?
Alle prossime elezioni regionali non ci saranno questi mescolamenti, ma saremo certamente su fronti opposti. Ma quella è un’altra storia.