Non sarà un’avventura


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Ho deciso di candidarmi al Consiglio Comunale di Verona perché la posta in gioco è altissima: rendere credibile una alternativa al governo della città dopo 15 anni di ininterrotto regno del centro-destra.

A chi mi chiede se il mio impegno per Verona, a fianco di Damiano Tommasi , finirà con il voto di domenica e con il prevedibile ballottaggio, rispondo ancora una volta “no”.

Non mi sono candidato al Comune di Verona per eccesso di tempo libero, ma ho sentito il dovere di rispondere all’appello della mia città che mi ha dato tanto, mettendo a disposizione le mie esperienze e competenze per rafforzare l’asse Verona – Roma.

Resterò a fianco di Damiano Tommasi anche dopo il voto.
È stata una campagna elettorale per me molto intensa, piena di passione e di impegno.

Ho toccato ancora una volta con mano le difficoltà della nostra città.

Verona sta erodendo la grande stagione della progettualità che ha fatto nascere Università, Quadrante Europa, Aeroporto, che ha sviluppato la Fiera, che ha dato infrastrutture solide al sistema produttivo del territorio.

Oggi Verona è più povera: finanza e assicurazioni hanno smobilitato, il fiato lungo delle municipalizzate di altre città incombe. Per questo ho messo al centro del mio impegno proposte per impedire scelte errate che coinvolgano la Fiera, l’Interporto, lo stesso Aeroporto.

Ma ho messo sotto lente d’ingrandimento la corsa selvaggia della spesa alimentare, chiamando in causa un possibile ruolo di quelle fondazioni assicurative e finanziarie che molto hanno ricevuto da Verona affinché restituiscano ora parte di quanto avuto.

Vivere in una città sicura non è materia solo del centrodestra: le mie quattro proposte per la sicurezza dei veronesi nascono da un dialogo costante e approfondito con gli operatori della sicurezza.

Ho proposto misure concrete a favore dei nostri produttori agricoli e dei nostri artigiani e commercianti.

Ho rilanciato il ruolo di coordinamento culturale della nostra città mettendo in rete le nostre meraviglie pubbliche, private ed ecclesiali.

Di tutto questo e altro potete trovare puntuale riscontro nei social che ho attivato.

Credo nel progetto di Damiano Tommasi di fare squadra, perché se vogliamo far ripartire Verona dobbiamo essere in tanti, con tante energie e competenze.

L’idea di un uomo solo al comando oggi più che mai risulta fallimentare e la storia ce l’ha dimostrato.

Per tutto questo sostengo con passione la sfida che ha per nome Damiano Tommasi.

Buon voto a tutti!