Made in Italy, marchio unico


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MADE IN ITALY, IL MARCHIO UNICO NAZIONALE E’ REALTA’
INNALZAMENTO DEL PIL DEL 1,5% E UN INCREMENTO OCCUPAZIONALE DI CIRCA 800MILA POSTI DI LAVORO

La risposta alle richieste del Mercato e ai propositi del Governo di realizzare un Marchio Unico che rappresenti l’Italia nel mercato mondiale esiste già.

Questo è quello che è emerso dal Wine World Economic Forum, organizzato all’interno del programma del Merano Wine Festival che si è svolto in questi giorni, nella tavola rotonda con la presenza di importanti esponenti del mondo imprenditoriale e noti professori del mondo economico.

Le sollecitazioni di Oscar Farinetti, patron di Eataly, le riflessioni del Professor Harald Pechlaner, docente universitario Catholic University Eichstätt – Ingolstadt, nonché gli spunti sapientemente introdotti dal moderatore della Tavola Rotonda Giacomo Mojoli, docente del Politecnico di Milano, enofilosofo e giornalista, trovano il loro “terminale” nel Marchio Unico Nazionale che Conflavoro ha ormai reso operativo.

Un marchio che è simbolo dei valori e delle capacità tipiche italiane, che valorizzi nel contempo la storia e la cultura che solo l’Italia può rappresentare e che serva come veicolo per la commercializzazione di prodotti e servizi che provengano da una filiera italiana interamente controllata e dotata di strumenti atti alla lotta alla contraffazione. Un marchio, il Marchio Unico Nazionale, che sia un “certificato di garanzia” della tipicità italiana per il consumatore e che sia veicolo per l’aumento delle esportazioni e l’incremento dei posti di lavoro in Italia. Un marchio che rappresenti il comparto agroalimentare, ma anche l’artigianato e quanto di più rappresentativo l’Italia possa mettere in campo (3F – Forniture, Fashion and Food)

A tale fine Conflavoro ha sottoscritto un accordo con Lloyd’s Register LRQUA, ente di certificazione di fama mondiale, per la verifica dei requisiti delle aziende che si certificano ed ha istituito un Comitato Tecnico Scientifico di indirizzo e sviluppo per Marchio Unico Nazionale, come tavolo di lavoro permanente e luogo di incontro tra i diversi mondi coinvolti, al quale già al Merano Wine Festival hanno dato adesione di massima gran parte degli attori coinvolti alla tavola rotonda tra cui in particolare maniera Roberto Moncalvo, Presidente nazionale Coldiretti e Lamberto Vallarino Gancia della Segreteria Tecnica del Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia Expo 2015.

Marchio Unico Nazionale che già ha fatto i suoi primi passi nel lontano 2009, quando arrivò primo ad un Bando promosso dallo Ministero dello Sviluppo Economico e fu riconosciuto quindi come progetto di rilievo nazionale e che ora vede certificare con i suoi principi e le sue procedure le prime aziende che hanno creduto nel progetto e che stanno già trovando nuovi sbocchi commerciali all’estero grazie al brand nazionale.

Al termine dei lavori il Presidente nazionale di Conflavoro, Roberto Capobianco, e Oscar Farinetti hanno poi condiviso alcuni aspetti sullo sviluppo del Marchio Unico Nazionale e sulle più opportune linee di comunicazione e promozionali da definire per aggredire il mercato estero ed in particolare maniera quello statunitense e cinese.

“E’ un impegno importante”, afferma Capobianco, “con il quale intendiamo porre le basi per il rilancio dell’intero sistema economico nazionale unitamente a quanti hanno inteso sin dall’inizio condividere questo sforzo. Faccio riferimento a Compagnia delle Opere con la quale abbiamo siglato un accordo di partnership che ci vedrà uniti nello sviluppo del Marchio Unico Nazionale”.

“Penso, prosegue Capobianco, a tutti coloro che anche oggi hanno dimostrato non solo interesse ma una immediata disponibilità per rafforzare e velocizzare l’introduzione del Marchio Unico Nazionale ed a quanti nei giorni precedenti ed oggi hanno visto finalmente realizzato quanto si auspicavano”.

Alcuni dati elaborati dal Centro Studi di Conflavoro evidenziano il potenziale impatto del Marchio Unico Nazionale : solo ponendo un freno ai 60 miliardi di Euro generati dalla contraffazione o clonazione di prodotti italiani, unitamente ad uno sviluppo delle vendite nei mercati esteri grazie all’immagine unica, l’effetto sulla produzione italiana comporterebbe un innalzamento del PIL del 1,5% ed un congiunto incremento occupazionale di circa 800.000 di posti di lavoro, mettendo le basi anche per un recupero di capitali e di investimenti dall’estero. La promozione del Marchio Unico Nazionale potrebbe generare, nei prossimi 5 anni, un incremento delle esportazioni nei tre settori trainanti dell’economia italiana all’estero del + 30-40% ed in contemporanea ridurre le importazioni, specialmente nel settore agroalimentare del 15-20%.

La rete che propone Conflavoro di collaborazione con le altre Associazioni e il mondo delle Imprese e dei Professionisti in genere per il lancio del Marchio Unico Nazionale, le azioni del Governo, che finalmente con il Decreto “Sblocca Italia” danno potenziale finanza per l’operazione di promozione già “approvata” nel 2009, potranno essere in breve quello strumento che può in gran parte risollevare il mercato italiano per raggiungere gli obiettivi trattati nel WWEF : raddoppiare l’export italiano ed aumentare i posti di lavoro in Italia.