L’ARENA: “Regione, poi Verona”


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SCENARI POLITICI. Il deputato scaligero traccia le prossime mosse

Pd in rampa di lancio
«Regione, poi Verona»

Enrico Giardini

Dal Moro: «La città è ferma e in difficoltà, subito progetti per far valere il nostro successo elettorale”

venerdì 20 giugno 2014 CRONACA, pagina 14

Gianni Dal Moro, deputato del Pd

Alla conquista di nuovi elettorati, non tradizionalmente collocati nel centrosinistra. Un primo test ha detto, per il Partito democratico: 42 per cento in città, 34,9 fra città e provincia, in Veneto 37.5 e 40 a livello nazionale, alle elezioni europee. Forza Italia ha preso un terzo dei voti. Il prossimo appuntamento con le urne sarà fra meno di un anno, alle regionali. Per il Comune fra tre. Ma la campagna elettorale del Pd per fronteggiare il centrodestra ora a guida di Flavio Tosi, in città, (ma il sindaco non sarà più ricandidabile) e di Zaia in Veneto è già partita. Lo afferma Gianni Dal Moro, deputato del Pd.
Renzi all’assemblea di Confindustria Verona e Vicenza ha detto che il Governo deve saper onorare il consenso ottenuto. Come?
Non intendiamo sotterrare il tesoretto elettorale ottenuto ma vogliamo rimetterlo in circolo, investirlo nella comunità veronese in proposte e progetti per far ripartire Verona, da troppo tempo ferma e in continua difficoltà. L’iniziativa del Pd “Un passo avanti” di sabato scorso è stato l’avvio del nuovo percorso.
Pd primo partito a Verona città e provincia. Da dove nasce questo risultato?
Abbiamo conquistato importanti Comuni della provincia e a Verona città confermiamo la nostra forza come primo partito Questi risultati rafforzano la linea politica e la guida del segretario provinciale Alessio Albertini e cittadino Orietta Salemi.
Molti pensano che questi risultati positivi veronesi siano solo dovuti alla grande popolarità del presidente del Consiglio e segretario del Pd Renzi.
Credo che questa affermazione sia ingiusta nei confronti sia di Renzi che del Pd. Primo perché tenta di dire subdolamente che Renzi è altro rispetto al Pd e non è vero. Poi è indubbio che il voto è stato fortemente influenzato dalla forza mediatica e di proposta del suo leader e dalla speranza che in molti ripongono in lui. Faccio però notare che a Verona il Pd ha vinto in tutti e quattro i Comuni andati al ballottaggio, così non è stato invece nelle vicine Vicenza e Padova.
Il risultato del Pd a Verona vi candida alla guida della città?
Si è aperta anche a Verona una nuova stagione per il Pd. Dobbiamo essere bravi, cogliere questa voglia di cambiamento per aprirci a un nuovo elettorato, uscendo dai nostri confini tradizionali, superare i nostri pregiudizi rispetto a quanti in questi anni non ci hanno votato, senza dimenticarci dei nostri elettori di sempre.
Il Pd dovrebbe individuare con anticipo il candidato sindaco?
Parlare oggi del prossimo candidato sindaco, oltre che essere prematuro, mi pare controproducente e divisorio. Ora dobbiamo concentrarci sulle elezioni regionali: da quel risultato molte cose potranno cambiare anche a Verona.
È stata notata la totale assenza dei parlamentari veronesi all’assemblea di Confindustria, con Renzi presente.
Eravamo impegnati a Roma nel votare il decreto legge sulla competitività. Abbiamo preferito il nostro impegno istituzionale alla passerella.
Da imprenditore che idee si è fatto di questa scintilla scoccata fra Renzi e imprenditori veneti e veronesi?
Direi una speranza, un investimento nel futuro. Ora sta anche a noi classe dirigente veronese rappresentare questo cambiamento.
Il suo collega D’Arienzo reclama una “pax” nel Pd veronese, evitando di distinguersi tra “fighetti” e “irriducibili”. Lei da che parte sta?
Dalla parte dei nostri elettori, lontanissimo da queste liturgie che purtroppo ritornano ancora una volta dopo un nostro risultato positivo, alimentando l’idea di nostre divisioni. Si è svolto un congresso a livello provinciale e cittadino. Albertini e Salemi sono stati eletti dalla base, sono il cambiamento con un progetto politico chiaro, vincente. Se qualcuno si sente escluso saranno loro a trovare tempi e modi per non far sentire nessuno ospite nella casa di tutti.
E ora che cosa farete?
Ricordo quanto afferma Massimo Cacciari: la politica non è la rivoluzione delle parole. Partiamo dalle proposte e dai progetti concreti: ritorniamo a far innamorare i veronesi.
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