Intervento Direzione Nazionale, 16/01/2015


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DAL MORO INTERVENTO DIREZIONE NAZIONALE PD

Oggi come Presidente della Commissione Nazionale di garanzia ho partecipato ai lavori della Direzione Nazionale del PD.
Sono intervenuto alla Direzione sul tema della prossima elezione del Presidente della Repubblica.
Di seguito il mio intervento.

DIREZIONE PD 16 GENNAIO 2015

Eleggere  il Presidente della Repubblica non è mai stato facile, ma oggi è più difficile perché veniamo da un fallimento che ha riguardato tutto il Parlamento e da questa consapevolezza che dobbiamo partire.

La Costituzione ci indica una strada precisa.

Il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità della Nazione tanto è vero che per questo i nostri saggi padri costituenti hanno previsto che per le prime tre votazioni servissero i due terzi dei voti dei grandi elettori.

Ora come Partito Democratico siamo chiamati, tutti assieme, ad una grande responsabilità politica e istituzionale.

Responsabilità politica perché abbiamo l’occasione di dimostrare al Paese la solidità del nostro Partito e del nostro progetto politico che guarda alla Nazione come interesse primo.

Responsabilità politica, perché il Partito Democratico in questa fase cruciale per la vita del Paese, deve dare continuità al messaggio del 22 aprile, quanto mai attuale, che il Presidente  Giorgio Napolitano a rivolto al corpo parlamentare richiamandoci alla responsabilità civile e istituzionale nell’interesse dei cittadini.

Per questo penso che sono utili tutte le iniziative che si formano e si incontrano nel Partito per ampliare e consolidare la riflessione politica rispetto all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

L’importante che queste iniziative non si trasformino in recinti o steccati a difesa di questo o quel candidato, non si trasformino in pseudo comitati elettorali a volte spesi per bloccare possibili competitori rispetto al proprio candidato preferito.

Questo non aiuterebbe la discussione politica e non aiuterebbe il segretario e il gruppo dirigente nella necessaria sintesi.

Poi noi abbiamo una seconda responsabilità che è quella istituzionale, nella capacità  di selezionare la figura politica e istituzionale che più di altre possa raccogliere sia il più ampio consenso possibile nel corpo dei grandi elettori sia possa rappresentare con autorevolezza e competenza il nostro Paese nei contesti nazionali e internazionali, senza rincorre interessi parziali o sentimenti popolari mediatici.

Spetta al Partito Democratico fare la proposta e al suo segretario trovare la più larga sintesi possibile nel partito e nel proprio corpo elettorale e poi sulla nostra proposta aprire il confronto cercando punti di mediazione con altre forze politiche.

Se questo possa avvenire dalla prima o dalla quarta votazione molto dipenderà dalla tenuta e dalla sintesi che noi sapremo fare e dalla maturità che sapremmo dimostrare.

Sappiamo bene come in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, e come ci ricordava il Presidente Napolitano questo è un segno di una regressione, e se questo vale in generale nelle complesse problematiche del governare lo è ancora di più nelle scelte istituzionali.

Attenzione perché se non sapremo far prevalere l’interesse del Paese, si rinforzerà la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, tornerebbe preponderante nell’opinione pubblica il rifiuto alla partecipazione pubblica nella vita politica del Paese e noi sappiamo bene che su questo obiettivo lavora una parte del Parlamento.

Per questo sulla capacità del Partito Democratico di fare sintesi si misurerà non solo la tenuta del Partito e il suo futuro orizzonte politico, ma più drammaticamente la tenuta della legislatura che ne verrebbe scossa nella fondamenta.

Per questo penso che sia da accogliere positivamente la proposta del segretario sul metodo e sulla testa di guida con il quale iniziare la fase di ascolto e di sintesi.

Tutte le varie sensibilità del partito sono chiamate ad un lavoro importante per non disperdere nessuna preziosissima foglia, e poi come rami preziosi contribuire con la loro energia al grande albero del Partito Democratico superando prati e orticelli del passato.

Penso che esista uno spazio che coniughi: autorevolezza, condivisione e responsabilita’ di appartenenza ad un partito, ma per questo occorre un lavoro straordinario che merita questo importante appuntamento, per  mettere in relazione le ragioni della libertà del mandato parlamentare con l’appartenenza ad una grande comunità.

Perché come diceva Mino Martinazzoli, la responsabilità è il progetto sono il collante di una scelta politica, diversamente senza un obiettivo è una valore comune tante piccole parzialita’ messe assieme non formano una grande ricchezza ma una grande povertà.

Gianni Dal Moro