Il verde pubblico va curato. Senza la cura non è più una risorsa.


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Verona ha  oltre 130 parchi  sul territorio delle otto circoscrizioni. Molti sono parchi giochi.  Se non sono seguiti  in maniera puntuale e soprattutto immediata, i cittadini ne  rilevano  l’incuria e l’impossibilità di fruirne appieno.

Oggi siamo davanti al parco giochi Raggio di Sole, a pochi metri da Corso Porta Nuova. Sono molti i cittadini che denunciano il lento ma continuo degrado di questi giardini.

Un tempo questi stessi giardini era ben curati. Prendo questo esempio con la volontà di parlare di tantissime altre porzioni di verde pubblico presenti nel territorio comunale. Ci sono parchi gioco poco sorvegliati e oggetto di atti vandalici. Sono convinto che esista un ampio margine di miglioramento nella gestione di questi spazi, partendo anche da una revisione del meccanismo di intervento  che spesso costringe ad indire gare pubbliche per rimpiazzare scivoli e altalene, oppure semplicemente per ripararli. Un procedura che individui a monte soggetti assegnatari degli interventi di manutenzione, di certo permette una migliore e più tempestiva manutenzione. Le leggi per una corretta gestione delle aree ci sono. Forse mancano addetti alla sorveglianza, di certo occorre maggiore tempestività negli interventi.

Il degrado non avviene da un momento all’altro ma sommando continui e prolungati atti di omissione.

Secondo l’ultimo rapporto ISPRA (2021) la città di Verona risulta essere tra i primi cinque Comuni italiani, tra quelli con più di 100.000 abitanti, per tasso di suolo consumato. Negli ultimi anni il  fenomeno di impermeabilizzazione dei suoli procede, nel territorio comunale, ad un ritmo medio di 11-25 ettari all’anno.

A maggior ragione dobbiamo difendere e curare la distribuzione delle aree verdi in città sottraendole all’incuria e alle lungaggini burocratiche.