Il paese e i migranti


facebook

vr_migranti_dal_moro

Recentemente l’amico Pierluigi Castagnetti ha pubblicato una sua riflessione sul tema dei migranti.

Ne riporto sotto il contenuto, sperando possa essere utile. Poi alla fine aggiungerò qualche mia breve riflessione.

“Il problema dei migranti sicuramente esiste, ed è enorme. Per loro e per noi. E di non facile soluzione. Tutti quelli che dicono: facciamo come Austria, Ungheria, ecc., fingono di non sapere che noi il muro non sapremmo dove erigerlo. Facciamo come Francia e Spagna che non aprono i loro porti: ma il codice marittimo obbliga a salvare la gente in pericolo in mare e portarla nel porto più vicino e i nostri porti sono i più vicini, se partissero dal Marocco i porti più vicini sarebbero quelli spagnoli. Ma prendiamocela con l’impotenza dell’Europa: giusto, cosa che da mó stiamo facendo. Oppure facciamo un blocco navale davanti ai porti della Libia: sennonché la Libia è un paese sovrano e potrebbe reagire militarmente per violazione sovranità. Che facciamo? la guerra alla Libia, di nuovo? Allora blocchiamoli all’ingresso dei nostri porti: va bene e se sulle navi attraccate nel porto di Catania, piene di disgraziati gravemente provati e moribondi, cominciassero a morire alcuni o tanti di loro, soprattutto donne e bambini, nessuno di noi batterebbe ciglio?

Voglio solo segnalare che il problema è terribilmente difficile da risolvere. Ciò non giustifica l’inerzia del governo, che infatti non c’è.

Il tema si presta evidentemente a molti tipi di strumentalizzazione. Come quelle messe in moto da certi partiti politici per calcolo elettorale o da certi media (pure per calcoli politici) che tutti i giorni parlano di invasione, ingrandendo un “percepito” del fenomeno ancora più grande della realtà. La notizia della relazione del presidente Inps che afferma che ove chiudessimo (se fosse possibile) le frontiere, per pagare le pensioni degli italiani occorrerebbero trovare nei prossimi anni 38 miliardi di €., ovviamente non ha spazio informativo decente.

Ci sono momenti di sconforto politico in cui arrivo ad augurarmi che alle elezioni vincessero quelli che tanto sbraitano, per vedere come se la caverebbero: ricordo bene quando la destra governava e approvava la convenzione di Dublino che ha molte responsabilità al riguardo, o quel giorno in cui Berlusconi e Maroni hanno sanato lo status di 800.000 (ripeto ottocentomila) clandestini in un batter di ciglio.”

Anch’io come Pierluigi sono molto preoccupato, le difficoltà sono evidenti a tutti.

Provo ad aggiungere qualche mio brevissimo contributo.

Il Ministro Marco Minniti sta lavorando alacremente per porre un argine alle numerose partenze dalle coste libiche. Impresa mastodontica conoscendo la babele delle tribù locali e le difficoltà di governance istituzionale, ma il tentativo va fatto seriamente, anche con aiuti militari (mezzi e tecnologie) e aiuti economici per gestire l’emergenza con oneri a carico dell’Europa. Poi rimane il grande tema della cooperazione internazionale.

Una seconda riflessione riguarda la nostra accoglienza. Se tutti i Comuni italiani si facessero carico di ospitare 3 profughi ogni 1.000 abitanti eviteremmo concentrazioni e costruiremmo una solidarietà nazionale senza differenze tra generosi e furbi. La responsabilità del centro destra e della Lega è evidente.

Ultimissima riflessione occorre mettere in campo un progetto di accoglienza che non lasci soli questi disperati.

Se tutti fossero impegnati ogni giorno in ore di formazione civica e linguistica con un impegno lavorativo quotidiano obbligatorio (salvo alcuni casi), eviteremmo di vederli bighellonare a vuoto per le nostre comunità abbassando il livello di allarme sociale che la loro presenza genera.

Questi ragazzi potrebbero alla mattina andare a scuola utilizzando le nostre caserme vuote e nel pomeriggio svolgere lavori socialmente utili partendo da quelli di recupero ambientale.

Certamente non sarebbe sufficiente, ma vederli lavorare e studiare tutto il giorno sarebbe un primo passo verso un’integrazione più responsabile, e chi non accetta questo percorso va rimandato a casa. Anche questi progetti e lavori dovrebbero essere finanziati dall’Europa.