Dal Moro e il caso Giacino


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Intervento integrale dell’On.Gianni Dal Moro circa il caso del Vicesindaco di Verona Giacino, pubblicato su L’Arena e Corriere Veneto di oggi.

RIFLESSIONI ON.DAL MORO SU CASO GIACINO

Dopo qualche giorno di riflessione, uscendo dai primi sentimenti, provo a dire la mia opinione sui fatti che hanno coinvolto l’ex vicesindaco del Comune di Verona.

Quanto è emerso dalle indagini e riferito dalla stampa lascia trasparire un quadro preoccupante. Aspettiamo ora di vedere come proseguono le indagini e aspettiamo soprattutto le sentenze prima di un giudizio definitivo.

Non faccio però i salti di gioia per i guai giudiziari dei miei avversari politici, perché alla fine questi gravi episodi non fanno altro che aumentare il disgusto dei cittadini nei confronti della politica.

In questi anni ho sentito parlare di una giustizia veronese troppo silente e oggi sento dire l’esatto contrario. Io penso che la magistratura veronese abbia sempre cercato di non inseguire i sentimenti della piazza. Lasciamola lavorare con serenità senza immaginare congetture di una giustizia a orologeria, che piegherebbe il diritto a interessi politici di parte.

Ora raccomanderei a tutti di non alimentare un clima di sospetti.
Non vorrei che quanto accaduto e un clima di vendette continue rafforzasse il blocco di questa città che dura già da troppo tempo. E’ un lusso che Verona non può permettersi.
La città è attesa da scelte importanti non più rinviabili: penso all’accordo tra Vinitaly ed Expo, penso alla scelta del partner industriale per l’aeroporto, penso al futuro di AGSM sempre più in difficoltà, penso alle crisi aziendali che stanno impoverendo la nostra città, penso alla mancanza di un’idea di sviluppo strategico della nostra città.

Ora dopo quanto successo serve il massimo della trasparenza per fugare qualsiasi ombra e il massimo dell’iniziativa per non bloccare la città sui veleni.

Per quanto riguarda il Sindaco Tosi, dopo aver letto le argomentazione del Capo della Procura dott. Schinaia che ha escluso ogni coinvolgimento del Sindaco, penso come dichiarato dal mio collega On.Diego Zardini che non si debbano chiedere le immediate dimissioni del Sindaco Tosi ma che il Sindaco debba però garantire il massimo della trasparenza e della discontinuità. Una difesa arroccata non fa bene all’istituzione che lui rappresenta.

Ho sempre pensato che la teoria del “lui non poteva non sapere” sia sbagliata, per chiunque. Penso che i fatti vadano accertati mai presunti. Ma dal punto di vista politico il discorso è diverso, penso che il Sindaco dopo quanto successo non possa limitarsi a minimizzare il tutto o ad intervenire con qualche maquillage. Occorre alzare l’asticella della trasparenza.

Per questo sostengo la richiesta del capogruppo del PD Michele Bertucco quando chiede l’avvio urgente di una commissione d’inchiesta su quanto avvenuto a Verona negli ultimi anni sulle scelte urbanistiche dell’Amministrazione. Penso che il Sindaco Tosi dovrebbe assicurare una verifica di tutti i passaggi amministrativi relativi alle scelte urbanistiche della Giunta Tosi, fermo restando il merito politico di queste scelte che è affidato al giudizio dei cittadini e sul quale il Pd è stato sempre molto chiaro. Questa fu la mia proposta sin dall’avviso di garanzia per il vicesindaco e a maggior ragione adesso dopo il suo arresto.

Il Sindaco ha deciso di affidare l’incarico di verificare la legittimità degli atti amministrativi riguardanti gli interventi urbanistici oggetto delle inchieste al Prof. Sala. Conosco e stimo il Prof. Sala, avvocato di grande professionalità e assoluta trasparenza, una garanzia per tutti, ma non basta. Penso che a fianco del Prof. Sala serva una commissione d’inchiesta che rappresenti tutti i partiti in consiglio comunale che assieme al Prof. Sala in un tempo definito e breve verifichi la regolarità degli atti. Ribadisco che la proposta del Capogruppo Michele Bertucco, mi pare nell’interesse di tutti, per recuperare un minimo di credibilità e di fiducia nella politica.

Ma quello che emerge al di là delle varie inchieste è che viene a crollare l’idea che il consenso giustifichi qualsiasi azione. Non è così. Dietro ad un leader come Tosi amato e osannato da tanti a Verona, si sono accomodate persone con storie e culture diverse, in parte per scelta e convinzione, molto speso per opportunismo. Per questo io non ho mai contestato il consenso ottenuto da Tosi o il suo interventismo, ma l’impianto culturale quasi padronale che sta dietro l’idea del partito del leader. Tosi che è stato il responsabile di questa scelta, corre il rischio ora di esserne vittima..

Penso anche che da tempo il ruolo solo veronese gli vada stretto e per questo potrebbe pensare o alle elezioni europee transitando poi a livello nazionale alle prossime elezioni politiche o tentare la scalata alla Presidenza della Giunta Regionale Veneta, Zaia permettendo.

Detto questo noi come Partito Democratico, non dobbiamo ora illuderci che le difficoltà degli altri portino automaticamente al nostro successo. Dopo le vicende veronesi di tangentopoli di inizio anni 90 che videro la sinistra in prima fila nella battaglia per la legalità la città nelle elezioni successive scelse il centro destra.

Per questo penso che non dobbiamo in questa fase delicata della politica veronese limitarci alla sola denuncia, ma nel contempo rappresentare al popolo veronese la nostra proposta alternativa per la guida della città: le nostre proposte partendo prima di tutto da quelle sulla legalità e sulla trasparenza.

Attenzione perché se non saremo in grado di rappresentare un’alternativa credibile basata sulla proposta e non solo sulla protesta, potemmo non incassare il grande lavoro di questi anni.
Ora più di prima è il momento di convincere i veronesi che per Verona il Partito Democratico ha un’idea alternativa e migliore di quella presentata da Tosi in questi anni.

Siamo come Partito Democratico una grande famiglia, con sfumature e toni a volte diverse, ma siamo untiti tutti nella battaglia della trasparenza e della legalità, ma lo dobbiamo essere anche di più sul piano delle proposte e delle idee.

Lavoriamo insieme perché quanto prima i veronesi ci ridiano l’opportunità di riprovarci.

Gianni Dal Moro
Deputato del Partito Democratico