«Catullo, un errore l’alleanza con Venezia»


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Intervento dell’On Gianni Dal Moro sul quotidiano L’Arena del 19 agosto 2013 sulla situazione dell’aeroporto Catullo di Verona
«Catullo, un errore l’alleanza con Venezia»

Dove è meglio guardare per lo sviluppo di Verona? A Est o al Nord Europa? E dove è meglio ricercare il partner per il nostro aeroporto? Dice bene l’on. Gianni Dal Moro: la nostra vocazione è verso Monaco, la Baviera e il Nord Europa. Al contrario l’ipotesi di far entrare Venezia nel nostro scalo aereo va giudicata negativamente. Tre considerazioni: 1) Uno scalo aereoportuale cresce e offre collegamenti sempre migliori se soddisfa la domanda di chi opera nel territorio di riferimento. Per il Catullo è l’Area del Garda che intercetta tre Regioni: il Veneto Occidentale, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia orientale. E’ illusorio sperare che l’ingresso della veneziana SAVE possa dare vantaggi al Catullo perché è inevitabile che Venezia cercherà di saturare il proprio aeroporto, prima di sviluppare Verona. Quindi sarebbe dannoso per Verona ragionare in base ai confini regionali dando spazio ad un partner che è al tempo stesso un concorrente. 2) Assai migliori sarebbero le opportunità di crescita in caso di una alleanza congiunta tra Verona con Brescia e Bergamo. Gli aeroporti di queste tre città hanno caratteristiche diverse e complementari (low-cost per Orio al Serio, cargo per Montichiari e linea per il Catullo), e nessuno scalo sottrarrebbe traffico all’altro, come avverrebbe invece con Venezia. Per contro vi sarebbero grandi benefici nella gestione industriale e forti risparmi sulle spese. 3) Ma questa prospettiva di salvataggio del Catullo potrà concretizzarsi solo se la politica veronese riuscirà a fare due salti di qualità: deve essere meno accentratrice e più generosa – in tema di responsabilità di guida – con i territori con cui allearsi. Deve in primo luogo superare l’anacronistico Statuto del Catullo che riserva di diritto ai veronesi la Presidenza dell’aeroporto. Non si può certo dire che i soci veronesi abbiano sempre fatto buon uso dello Statuto che ha loro garantito la presidenza, visto che gli ultimi cessati amministratori sono sotto scacco di azione di responsabilità, frenata solo dall’imbarazzo dei soci che la dovrebbero promuovere contro coloro che gli stessi avevano nominato. In secondo luogo chi guida gli enti veronesi deve avere una strategia territoriale che dia valore al ruolo sopraregionale della nostra città. E le vicende del nostro aeroporto sono un test decisivo. Se Verona non esce dal rigido provincialismo in cui si è arroccata non avrà futuro e non sarà in grado di suscitare e condividere con le città vicine un programma di crescita per una delle più ricche aree del Paese. La drammaticità del momento chiede un colpo d’ala, con nuove idee e con nuovi uomini che le sappiano interpretare.
Paolo Zanotto