Aeroporto Catullo: l’ultima scalata


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AEREOPORTO DI VERONA: E’ PARTITA L’ULTIMA SCALATA

 

Come avevo annunciato è iniziata una manovra un po’ strana attorno alla quota azionaria della società che gestisce l’Aeroporto Catullo.

Ancora una volta il cavallo di troia è il Comune di Villafranca.

Oggi in Consiglio Comunale a Villafranca  sarà posta in votazione una delibera per autorizzare l’avvio della procedura per la cessione di parte delle quote di partecipazione del Comune di Villafranca di Verona nella società Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca Spa, a mezzo di vendita per asta pubblica.

Si racconta che il Comune avrebbe ricevuto un’offerta per l’acquisto delle proprie quote nell’azionariato del Aeroporto Catullo; da lì probabilmente l’idea di mettere in vendita le quote.

Il Comune di Villafranca apre alla gara per la cessione di queste quote, diversamente da come fu fatto circa 5 anni fa quando senza una gara furono assegnate le quote a Save.

La domanda viene spontanea perché il Comune di Villafranca ha cambiato modalità?

La risposta è semplice.

L’Anticorruzione di Cantone si è già espressa in merito, dichiarando che a suo tempo avrebbe dovuto essere fatta la gara.  Ma oggi mettere in gara la cessione di una nuova quota ha una piccola differenza rispetto al passato. Infatti a parità di offerta i soci attuali, hanno diritto di prelazione.

Direi che è facile prevedere chi vincerà la gara, non occorre avere particolari doti di preveggenza.

Quanto successo ha una chiara e precisa responsabilità negli attuali soci dell’Aeroporto ad esclusione, in questa ultima fase, della Fondazione Cariverona.

Lo dico con rispetto anche ai colleghi della Lega che negli ultimi tempi hanno iniziato a contestare l’operato della compagine sociale dell’aerostazione di Verona. Lo dico ai tanti del centro destra che in privato e in pubblico mi rappresentano le loro preoccupazioni sul futuro dell’Aeroporto di Verona.

Questa non è una battaglia politica tra partiti è la difesa di un territorio, che non potrà avere futuro senza un aeroporto all’altezza.

Fermiamo i motori prima che sia troppo tardi.