AGSM: Subito gara europea


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Sono almeno 10 anni che si discute a Verona di nuove alleanze e fusioni attorno ad Agsm e ogni volta si riparte da capo.

Da tempo Verona ha rinunciato a fare aggregazioni non consolidando sul mercato i sui principali asset: Veronafiere, Aereoporto, Agsm.

Considero questo ritardo nelle scelte una grave responsabilità del centro destra e della classe dirigente della nostra città. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Basta un semplice raffronto fra il posizionamento di questi tre asset 15 anni fa e oggi per rendersi conto dei danni fatti a questa città.

Altrettanto ho sempre considerato necessarie queste aggregazioni strategiche purché avvenissero nel massimo della trasparenza, del dibattito e del confronto.

Purtroppo in questi anni ciò non è avvenuto e i soci dell’aeroporto di Verona hanno fatto entrare un partner privato (concorrente) senza gara con il totale sostegno delle principali categorie economiche e del Sindaco di allora Tosi e di oggi Sboarina.

Ora siamo con Agsm di fronte ad una situazione simile, anche se per alcuni aspetti diversa.

Sulla scelta del partner l’impressione è di un film già visto e non saranno certo i pareri degli studi legali o gli studi dell’advisor a tranquillizzarmi, anzi.

Ancora una volta anni di trattative e incontri buttati al vento e ora il centro destra si divide e a farne le spese sono i cittadini veronesi.

Non possiamo più tergiversare, dopo 10 anni di mancate decisioni, non si può più rinunciare ad accompagnare Agsm in un nuovo polo nazionale dell’energia e non ci si può limitare solo all’aggregazione con Vicenza. Occorre andare oltre. Altri ritardi sarebbero drammatici per la nostra municipalizzata sul piano industriale ed economico con sullo sfondo una possibile emergenza rifiuti.

Ora occorre decidere e subito, basta divisioni e liti: chi governa si assuma le proprie responsabilità. Si proceda immediatamente con una gara pubblica a dimensione europea e vinca il miglior progetto che valorizza sul piano industriale la nostra municipalizzata.

Non si può sfuggire, altre scorciatoie non sono possibili e ulteriori forzature sarebbero inaccettabili; diversamente vivremmo un lungo periodo di ricorsi e controricorsi che bloccherebbero per anni lo sviluppo dell’azienda.

Gianni Dal Moro

Deputato Partito Democratico