Abbattiamo il debito pubblico


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Da dove parte questa lunga e grave crisi che a fatica stiamo cercando di lasciare alle spalle?

Tante le teorie: dall’eccesso di finanza nell’economia reale, al crollo delle grandi borse, ai nuovi cambiamenti geopolitici mondiali, ecc.

Tutte ipotesi con un fondo di verità, ma da noi in Italia e anche nel Veneto la crisi vera è iniziata o percepita quando il ceto medio non ha più visto garantito dallo Stato il proprio stile di vita e il proprio benessere come era stato abituato negli anni ’80 e ’90.

Alla fine degli anni ‘80 si manifesta e si sviluppa una protesta nel nord del Paese contro lo “Stato ladrone”.

Lo sviluppo italiano dal dopoguerra fino a cavallo del secolo è stato sostenuto dall’intervento dello Stato attraverso il debito pubblico, assicurando al Paese crescita, pace sociale e prospettive migliori per le future generazioni.

Possiamo dire che per un lungo periodo il debito pubblico è stato l’ammortizzatore sociale dell’Italia.

Quando il debito pubblico è diventato insostenibile e si è rotto l’equilibrio finanziario dei conti dello Stato, il Paese è sprofondato, l’economia reale è andata in crisi, il ceto medio si avvitato in una spirale di precarietà e sofferenza che non aveva mai conosciuto prima.

Si è rotta la pace sociale ed è esplosa la protesta.

Vent’anni di tentativi per far quadrare i conti ed uscire dalla crisi: ma il debito pubblico è rimasto alto (unica eccezione Governo Prodi), è rimasta alta la tassazione (con inizio di riduzione con il Governo Renzi), bassi sono stati gli investimenti, si è indebolita la domanda interna e frenata la spinta propulsiva industriale.

Dopo anni di sacrifici e di interventi mirati, l’economia italiana sta finalmente vivendo una fase positiva, dopo una lunga, troppo lunga crisi.

La Banca d’Italia ha stimato recentemente che il PIL del terzo trimestre 2017 aumenterà dello 0,5% lasciando intravedere un dato finale del 1,5% confermando la previsione.

La produzione industriale italiana negli ultimi mesi sta aumentando più di quella tedesca.

L’esportazione è ai massimi storici.

I consumi delle famiglie italiane sono in modesta ma costante ripresa.

Gli investimenti delle imprese sono in forte crescita grazie al Piano Industria 4.0.

Dobbiamo continuare su questa strada, ma l’impegno per la prossima legislatura dovrà essere a mio modesto parere l’abbattimento del debito pubblico e l’inizio della riduzione delle tasse.

Occorre fare in fretta, diversamente la protesta non si placherà, cresceranno i populismi con il il rischio di uno scontro tra autoritarismo e democrazia.